E' qui che è nata l'idea..........

E' qui che è nata l'idea..........
il mio amico dudduzz'

IL VIAGGIATORE

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Locorotondo, BARI, Italy
Ho scritto parole che non ho mai avuto il coraggio di dire, ed i pensieri che le hanno generate si vergognano, ho scelto soluzioni che mi hanno violentato, i cui motivi ora mi deridono, ho preferito non dire, perché così facendo ho saturato il mio dolore. La nebbia di Hesse è lo scopo ultimo e la solitudine, la compagna ideale. In un monotono basso e costante rivivo i mie ricordi. Tutti mostrano il lato oscuro, ambivalenza insolita forse, ma criticamente vera. E allora perché……… Sono io a svelare l’anima nera dei santi, e la redenzione degli impuri? Perché trovare sempre l’inghippo, perché la giustificazione è permessa? Perché per voi, volgari ciarlatani, io lo ammetto. Perché per me invece, mi inchiodo in croce……………..

sabato 21 febbraio 2009


C'ERA UNA VOLTA.....(2004).

C'era un numero, c'era un'anima, c'era uno sfogo.
C'era un pesce rosso in una sfera di cristallo.
C'era qualcuno che ne porgeva il cibo.
Quante volte la voglia di azzerare il tempo
e quante volte il tempo passato a fermare la mano.
Quante volte la paura di perdere il vecchio, il presente e il futuro.
C'era un pesce rosso in una sfera di cristallo,
poi altri se ne aggiunsero.
C'era qualcuno che ne attenuava la fame, poi non a tutti bastava.
I vecchi, i deboli e i dimenticati cominciavano a morire.
Paura nel tenerli, tutti, paura nel farli morire,
paura di morire,
paura di soffrire per la morte altrui o semplice fastidio
nel prendere il retino e buttarli nella spazzatura.
C'era una sfera di cristallo colma d'acqua e di speranze forse tradite.
Ora la sfera è lì, capovolta dietro una finestra socchiusa.

I raggi di luce trapassano il vetro e si scompongono in tanti colori.
C'è una sfera di cristallo, c'è una luce, c'è un colore.
La notte non ammette i colori, solo il buio.
C'era un faro sotto il sole,
era acceso ma l'abbaglio non consentiva di apprezzare la sua luce.
La notte fu il testimone della sua presenza e del suo ruolo.
c'era un numero, c'era un'anima, c'era uno sfogo.
Il numero sparì, l'anima cambiò e spense anche il faro.
C'è ora un mondo in bianco e nero, sterile e asettico, una tavolozza bianca su cui dipingere.

Domani speriamo che non piova,
così che un raggio di luce attraverso il vetro,
poggerà sul drappo, nuovo e amico, un altro colore....

DR.CaFè

2 commenti:

intrigantipassioni ha detto...

... la musica mi ricordava una cosa molto triste... una cosa che ha un legame con i campi di sterminio....
... spero di non sembrare troppo tragica.

Eli ha detto...

Mi piace.
Complimenti.